Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > RICORDO DI UN AMORE...
Gay & Bisex

RICORDO DI UN AMORE...


di SERSEX
21.06.2025    |    2.004    |    1 9.2
"Aldo si inginocchiò davanti a Giò, con lentezza e attenzione, come se volesse salvare quel momento dall’oblio..."
Bologna si svegliava sotto una pioggia sottile e fredda, un velo di nebbia che avvolgeva ogni cosa in un’atmosfera di malinconia. Giò camminava lentamente lungo via Indipendenza, le mani infilate nelle tasche del cappotto troppo pesante, il respiro breve e il cuore stretto in un nodo che non riusciva a sciogliere. Ogni passo era un’eco, ogni suono un ricordo. E quel pensiero, uno solo, lo accompagnava come un’ombra fedele: Aldo.

Aldo, il parrucchiere dal sorriso timido e la rabbia nascosta, l’uomo che aveva amato in silenzio e che non aveva mai smesso di amarlo, anche quando Giò aveva scelto un’altra vita, un’altra storia, un’altra promessa che non era lui.
Gli anni li avevano separati come due rive di un fiume in piena, pieni di silenzi, assenze e sogni spezzati. Ma quel ricordo di Aldo era ancora lì, vivo e feroce, come un incendio lento che ardeva nella memoria e negli istinti.
Era stato Aldo a cercarlo per primo, con un messaggio semplice, quasi timido, una richiesta che tremava di nostalgia: «Ci vediamo? Nel salone, come ai vecchi tempi.»
Giò aveva esitato a lungo, combattuto tra la paura e il desiderio. Poi aveva accettato.
Quando Aldo aprì quella porta, il mondo si fermò per un attimo. I loro occhi si incrociarono, e fu come un uragano di emozioni represse, una tempesta di ricordi, di assenze, di passioni mai sopite.
Nessuna parola fu detta. Solo un bacio improvviso, urgente, affamato.
Quella notte, tra lenzuola stropicciate, litigi silenziosi e carezze tormentate, scoprirono che il desiderio non si era mai spento. Ma Giò non poteva cedere pienamente: una vita lo tratteneva, un legame che non era il suo, un amore che non era suo.
«Perché non mi hai mai scelto davvero?» La voce di Aldo era roca, vibrante di una rabbia che bruciava come fuoco. Lo stringeva a sé con una forza disperata, come se potesse trattenerlo a forza.
Giò abbassò lo sguardo, incapace di rispondere, sentendo ogni parola come un coltello nel petto.
Era una ferita aperta, un tormento mai sanato.
Aldo aveva sofferto per anni, e ora quel dolore si era trasformato in rabbia, in un’ostinata richiesta di verità che bruciava nell’anima di entrambi.
Giò sapeva di aver sbagliato, di aver perso qualcosa di prezioso, ma non sapeva come rimediare a un passato che sembrava incolmabile.

Il mattino seguente, la luce fredda e grigia filtrava dalle finestre del piccolo appartamento di Aldo, illuminando le tracce di una notte difficile.
Non c’era pace, non c’era riconciliazione. Solo un limbo incerto.
Seduti sul bordo del letto, nudi e stanchi, parlavano senza guardarsi, con il silenzio che pesava più di mille parole.
«Hai dormito?» chiese Giò con voce tremante, quasi un sussurro.
«Poco. Dormo meglio da solo,» rispose Aldo, guardando altrove, evitando il contatto.
Giò si alzò lentamente e si avvicinò.
«Vado via, se vuoi.»
Aldo lo fissò per un lungo momento, poi con uno slancio improvviso lo baciò. Lento, amaro, come se volesse imprimere nella pelle ogni centimetro di Giò, come un addio che non sapevano dire.
«Stammi dentro. Solo per l’ultima volta,» sussurrò, con la voce rotta dal dolore.
Non era più rabbia, né disperazione.
C’era una dolcezza crudele in quel gesto, una tenerezza fragile che faceva tremare.
Aldo si inginocchiò davanti a Giò, con lentezza e attenzione, come se volesse salvare quel momento dall’oblio.
Giò si abbandonò, lasciando che quel piacere fragile lo attraversasse.
Poi si spostarono in cucina, sulle piastrelle fredde e umide, dove Aldo lo prese da dietro, con una tenerezza nuova, quasi dolente.
«Non voglio perderti,» mormorò Giò, il respiro affannoso.
«Lo hai già fatto,» rispose Aldo, senza voltarsi.
Vennero insieme quasi in silenzio, mentre fuori il mondo continuava a piangere sotto la pioggia.


Giò si rivestì lentamente, sentendo sulla pelle l’amarezza della realtà.
Aldo si sedette sul divano, nudo e silenzioso, una sigaretta tra le dita tremanti.
«Ho sempre saputo che saresti tornato,» disse con voce bassa, «ma è troppo tardi.»
Giò si inginocchiò accanto a lui, accarezzandogli il ginocchio con un tocco leggero.
«Voglio rimediare.»
Aldo scosse la testa, il volto segnato da una stanchezza profonda.
«Io non sono il tuo secondo tempo. Voglio essere la tua dannazione o niente.»


Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.2
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per RICORDO DI UN AMORE...:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni